LA PARITÀ DI GENERE PER UN FUTURO PIÙ PROSPERO

Secondo l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030, la parità di genere è una condizione necessaria per un futuro prospero e sostenibile, fondamentale per la crescita. Purtroppo, noi donne fatichiamo ancora ad arrivare all’uguaglianza, nonostante i numerosi traguardi positivi raggiunti. Ecco perché propongo questa breve riflessione che parte dall’idea che non può esserci equità se mancano collaborazione, networking, intelligenza emotiva e risorse economiche.

La collaborazione fra donne esiste!

Faccio mie le parole del libro “Le ragazze salveranno il mondo” per affermare con forza che le donne non hanno paura di allearsi. L’autrice Annalisa Corrado nel capitolo dedicato alla grande #rolemodel Jane Fonda scrive: “Sebbene tra i numerosi stereotipi che cercano di tarpare il femminile in ogni modo ci sia anche quello della presunta incapacità di “fare squadra” e collaborare, spesso non sono proprio le donne che, forse come nessuno, sanno intuire la grandezza insita in altre donne e sanno lasciarsi mettere in discussione e permeare da nuove visioni e da nuove profezie. Senza timore o senza lasciare spazio ad alcun genere di invidia, sanno mettersi al loro fianco, solidali, con generosità e persino con una rigenerante forma di sorellanza intergenerazionale”. La complicità tra donne nasce quando c’è condivisione di valori e di obiettivi. Tante storie di successo di donne si basano proprio su sorellanza e supporto reciproco.

Possiamo essere tutte Wonder Woman!

L’attrice Gal Gadot, riporto da Wikipedia, ha descritto Wonder Woman come “Una idealista. Esperta, super sicura di sé. Aperta e sincera anche nel mezzo di un conflitto sanguinoso e raccapricciante. Ha molti punti di forza e poteri, ma alla fine della giornata è una donna con grande intelligenza emotiva.” Ecco perché è fondamentale l’intelligenza emotiva, intesa come la capacità di riconoscere, comprendere e gestire al meglio le proprie emozioni e quelle altrui.  È una capacità da sviluppare nella prospettiva di genere che può “dare potere” e maggiore consapevolezza della realtà, permettendo così alle donne di incidere efficacemente nelle battaglie per l’eguaglianza.

Insieme siamo più forti!

Per amplificare la voce delle donne è fondamentale fare rete. Le community di donne stanno costantemente portano all’attenzione tutti “i nodi al pettine”, assumendosi l’impegno organizzativo, culturale e politico, di prospettare le più efficaci soluzioni ai problemi esistenti, e hanno deciso con ostinazione e determinazione di farlo insieme, collaborando fra loro. Ecco, allora, che assistiamo a un fiorire di comunità al femminile, gruppi di interesse, associazioni, movimenti e iniziative in rosa che creano network, per raggiungere la meta e per percorrere l’ultimo miglio – in assoluto quello più faticoso – insieme e con spirito di partecipazione all’insegna della co-progettazione.

Potere economico alle donne!

L’aviatrice statunitense Amelia Mary Earhart, ricordata per le sue mirabili imprese disse: “La donna che può inventare il suo proprio lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna”. Dobbiamo credere nelle capacità di fare impresa delle donne, concentrare tutte le forze, le energie e le risorse – soprattutto economiche – sulle donne che concretamente rappresentano il principale volano del cambiamento della società verso un benessere più esteso. Dobbiamo abbattere con forza le cause strutturali e culturali che impediscono di agire per un maggiore potere economico delle donne. In primis, garantire una cospicua dote di milioni di euro per sostenere la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili. Buono ma non sufficiente il disegno di legge Made in Italy, approvato dal Consiglio dei Ministri il 31 maggio 2023, che impegna 10 milioni di euro per gli interventi a favore dell’imprenditoria femminile a valere sulla misura “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero”.

Numerose ricerche, infatti, dimostrato che le donne sono più affidabili quando si parla di denaro e fanno un uso efficiente e sapiente del denaro, non solo per sé stesse ma soprattutto per le comunità di appartenenza.

E inoltre necessario favorire la presenza di donne in ruoli apicali, sia nel pubblico che nel privato. Ancora troppo poche donne nelle stanze dei bottoni! Da una recente indagine del Cerved solo poco più di un’impresa su 10 in Italia è a guida femminile e se guardiamo alla presenza femminile nei cda, su un campione di 300mila società di capitale su base nazionale, solo il 27% è in rosa. Il dato risulta inferiore a quello delle società quotate e delle controllate pubbliche, per le quali è in vigore dal 2011 la legge Golfo-Mosca, che riserva il 40% delle presenze in consigli e collegi sindacali alle donne.

E ancora, utili azioni quali: promuovere percorsi di reskilling e upskilling per l’inserimento lavorativo delle donne, incentivare percorsi di leadership e self empowerment e, soprattutto creare occupazione femminile e incoraggiare l’emancipazione economica.

Ieri non è più, domani non è ancora!

Senza l’apporto delle donne nell’economia, nella politica, nella ricerca e nella cultura non sarà possibile guardare con fiducia al futuro. Serve un cambio di passo per dare una svolta alla questione femminile per poter espandere la crescita e lo sviluppo sociale Paese. Le donne sono la componente della società che vive nelle peggiori condizioni di incertezza, fragilità e vulnerabilità, nonostante siano anche le risorse più promettenti per creare un futuro più democratico. Il Global Gender Gap Report del World Economic Forum ci dice che in Italia e nel mondo molto resta da fare per superare la distinzione tra sessi e per parlare finalmente solo di persone. La strada – anche se lunga e impervia – non spaventa le tante donne e i tanti uomini che insieme vogliono creare un mondo più prospero.

Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.” Concludo con questa citazione di Madre Teresa per esortare tutte e tutti a cominciare a lavorare insieme perché non abbiamo che l’oggi, il futuro è adesso!